È una conseguenza della standardizzazione e industrializzazione dei vini, che oggi si assomigliano troppo e quindi rendono in alcuni casi ridicola e parossistica una carta vini ricca di vini con denominazioni di origine diversa, ma che nella realtà non esprimono al gusto le caratteristiche intrinseche del loro terroir.
La richiesta da parte del mercato è quella di avere vini buoni, gustosi e naturali, con un corretto rapporto qualità-prezzo, al di là della loro provenienza.
Non credo che la gradazione alcolica di un vino possa essere contenuta, e trovo la domanda consona più a una bevanda che a un vino. Torniamo per favore a parlare di vino, quello vero, patrimonio mondiale della cultura umana.
Evidentemente chi vuole bere vino si rivolge a un esperto, ed è quindi naturale che i consigli del ristoratore/sommelier siano decisivi per la scelta del vino da bere. La tendenza in atto è quella di approntare carte che contengano vini naturali, che stimolano positivamente la convivialità e che sono più facilmente assimilabili dall'organismo.
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