Benedetto Renda

Direttore Commerciale Carlo Pellegrino & C. S.p.A.

La riduzione del numero di etichette nelle carte dei vini dei ristoranti che avevano un’offerta più ricca è conseguenza della situazione economica generale o del cambiamento in atto nei gusti dei consumatori, tale da richiedere un adeguamento complessivo della cantina?

È conseguenza della situazione economica generale, un maggior numero di etichette vuol dire aumento di magazzino e conseguentemente aumento di costi per il ristoratore.

Secondo lei la maggiore offerta di vini d’importazione è la risposta a una domanda di mercato o una strategia messa in atto dai ristoratori per rivitalizzare i consumi?

È la risposta ad una richiesta del mercato e una conseguenza del calo di prezzo di vini di qualità extra nazionali.

La richiesta di vini spumanti e a gradazione alcolica contenuta è una moda o una tendenza che si consoliderà nelle abitudini di consumo?

Tale richiesta oltre ad essere un fatto di tendenza è la risposta del consumatore alla leggi sui tassi alcolemici.

Quanto possono incidere i consigli del ristoratore/sommelier al momento della scelta sull’evoluzione del gusto? Servono nuove modalità di servizio?

I consigli degli addetti ai lavori magari non riusciranno a cambiare il modo di bere, ma possono spostare i consumi da una marca all’altra. Il fenomeno del vino al bicchiere è ancora poco utilizzato in Italia e questo potrebbe tornare utile.

Commenti

  1. Antonino

    Inanzitutto si devono fare sempre i conti con le annate e i grandi sacrifici che fanno le aziende agricole con tanto di cappello

    In secondo luogo dare una maggiore attenzione a chi comunica il vino, al cosumatore in genere , facendone istruzione ed avere piu ritorni di risposte o comunicazioni d`importanza ai risultati che si dovrebbero avere o che si aspettino o da prendere azioni per sempre tenersi in avanguardia e presenti

    In terzo e anche dai primissimi approcci la carta dei vini se viene dimezzata non e offesa per nessuno ma bensi`facilitare il consumatore ad non ubriacarsi di una vasta lista e perdersi senza saper scegliere,quindi in quel momento entra diplomaticamente il sommelier indirizzandolo,prima pero aver capito quale gusti ha il cliente ad indirizzarlo e farlo sentire francamente se non piace quel vino dopo averlo fatto assagiare di dare un`altra opzione cosi fatto il cliente si sentira in agio.

    in quarta vai sulle vele quando hai un buon prezzo di mercato, un prodotto constantemente standard, promozionale(una fiducia riversata ai consumatori ed operatori)con dele strategie che sara di studio interno delle ditte o case vinicole e tuttavia far sempre si che il vino che sempre ti da le soddisfazioni metterlo sempre in evidenza con maggiore presentazione a scala internazionale ma alla fine credetemi chi sta a tavola con il cliente e il sommelier che deve fare la parte e lo show per quel vino che si dovra consumare il resto deve essere collaborazione di tutti cioe chi opera nel settore vinicolo di avere una stretta vera collaborazione dipendenti e compratori e operatori

    per vostre comunicazioni non esitatemi a contattarmi
    Antonio Pane`
    antoniopane24@yahoo.it
    mob 0035679729533 00356 777295

  2. paolo

    il mondo del vino dovrebbe capire che il consumo del vino negli ultimi 4 anni, è radicalmente cambiato.
    sicuramente il rapporto di fiducia che il cameriere\sommelier riesce a conquistarsi con il cliente è il punto di maggior forza per fare provare quellq etichette poco consciute , ma non di poco pregio, poi sicuramente il consumo del vino è notevolmente cambiato , si beve molto meno , nel locale dove lavoravo c’è stato un calo del 35% in 4 anni, poi infine il prezzo , ma sicuramente se il cliente è ben assistito (ampia scelta di vini al bicchiere, la possibilità di portarsi a casa in una confezione elegante il vino che non ha consumato al ristorante ) e consigliato e le cantine si accontentassero si potrebbe mettere un freno a quesa ecatombe.

  3. michele

    IL MERCATO DEL VINO IN ITALIA E’ IN FORTE ESPANSIONE, LE REGIONI DI VENETO E PUGLIA SONO IL TRAINO DI QUESTO SETTORE, IL PRIMO PRODUCE 8 MILIONI DI ETTOLITRI ALL’ANNO, LA SECONDA 6 MILIONI DI ETTOLITRI.
    MA IL RESTO D’ITALIA NON STA CERTAMENTE A GUARDARE, COME L’EMILIA ROMAGNA,TOSCANA,ABRUZZO,UMBRIA,FRIULI,PIEMONTE.
    LA RINASCITA DELL’ECONOMIA ITALIANA PARTE SOPRATUTTO DALL’AGRICOLTURA E DAL VINO,E SU QUESTO TRENO CHE BISOGNA INTERVENIRE CON MAGGIORE INSISTENZA.

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